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ASCOLTARE IL SILENZIO E IL CANTO DEGLI UCCELLI

06/05/2017

Ogni qualvolta che voglio ritrovarmi in seguito a delusioni e/o amarezze e ultimamente mi è successo spesso, mi reco a Pian del Cansiglio, la piana della più bella foresta d'italia dove tutto si è fermato, anzi regredito, se si pensa che fino a 70/80 fa in quei luoghi c'era una polazione intorno ai 3/400 abitanti e oggi, sono forse 30 divisi in poche famiglie che gestiscono l'alpeggio con vacche, cavalli e pecore e pure qualche bar e agriturismo. Un tempo dunque il Pian era abitato dai famosi Cimbri, un popolo di antichissime origini medio orientali, che, come fanno magari i migranti di oggi avevano risalito seguendo le rotte balcaniche l'Europa per insediarsi nell'attuale Danimarca (allora Cimbria), da quì, la denominazione del loro popolo. Nei secoli successivi una parte di essi è poi poi scesa in Germania per fermarsi nella zona di Monaco. Dalla Baviera, successivamente, un buon contingente di Cimbri raggiunse Asiago (VI) sostando nella famosa zona dei 7 comuni. Da quì e siamo già arrivati alla metà del 1700, i primi Cimbri invogliati dalla Repubblica Serenissima di Venezia sempre bisognosa di legname pregiato per il suo Arsenale da bravi boscaioli vennero in Cansiglio, denominato pure: "bosco del reme". Da principio vennero i soli maschi e per lavori stagionali, solo successivamente, intorno al 1800, vennero anche le famiglie, tanto, che solamente nel 1808 la chiesa di Tambre registrò il primo bimbo nato e battezzato con il nome di Basilio Azzalini. 

Ma mi sto accorgendo di essere uscito di troppo dal argomento che volevo trattare, pur se la storia dei Cimbri fin dall'inizio della loro esistenza e via via negli anni mi ha sempre affascinato e sarebbe lunghissima. La chiudo quì, scrivendo che l'etenia Cimbra si è negli anni specializzata nella lavorazione del legno e con l'ausilio di macchinari, strutture da essi ideati,  è riuscita a realizzare dei lavori davvero pregevoli e innovativi per quei tempi! E' poi riconosciuta dalla Regione Veneto come "minoranza etnica". I Cimbri, continuano a parlare il loro idioma originale e le famiglie sono molto unite. Il loro santo protettore è Sant'Osvaldo al quale è intitolata la chiesetta del Pian e dove la prima domenica di agosto di ogni anno si festeggia alla grande.  

Nel corso della seconda guerra mondiale, sopratutto sul finire della stessa, i partigiani trovarono sovente rifugio in questi luoghi, tanto da indurre i tedeschi a incendiare tutte le case ovviamente costruite in legno onde evitare qualsiasi riparo e rifugio. Gli eredi dei primi Cimbri sono emigrati nei paesi vicini, pur ricostruendo in qualche villaggio come alle Fratte e sopratutto al Vallorch, alcune  tipiche residenze per i loro fine settimana e per le vacanze estive. La Regione Veneto infatti, non ha mai revocato la concessione gratuita (pur se non definitiva), di quegli spazi assegnati qualche secolo fa...... 

Il Cansiglio un tempo era abitato oltre che da tanti umani pure da Ungulati, dall'Orso Grigio, Lupi, Linci, Volpi, Tassi, da quasi tutti i Mustelidi e ancora il Gatto selvatico (nello scorso mese di ottobre nei pressi del Bar Genziana ne ho visto uno attraversare la strada, (bellissima e rarissima visione) e poi da un gran numero di uccelli. Tra i quali gli amatissimi Uccelli Canori e tutti i Passeriformi da allevamento delle nostre tipiche Fiere. E' ovvio a questo punto che fin da bambino e in bici, questa meta sia stata oggetto di tante mie attenzioni, coronate poi con la mia permanenza per tutta la durata del Bramito del Cervo (metà settembre, metà ottobre circa, giorno e notte), dove ho soggiornato con tantissime scolaresche e i loro insegnati alloggiato nella palazzina del Comando del Corpo Forestale dello Stato, in quello che precedentemente era stato l'appartamento privato dell'allora Presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga, che lo occupava durante le sue vacanze estive ospite della gradevole località. 

Cansiglio, dunque,  uguale a "casa mia". Ogni metro ogni stradina, che dalla provinciale porta all'nterno della foresta visitati e percorse migliaia di volte. Lungo la strada i Comuni di Tambre e Puos d'Alpago, hanno costruito diverse piccole oasi per pic nic e, tutte specie d'estate sono molto frequentate, lo si capisce dal fatto che panchine e tavoli sono incisi e disegnati in tutta la loro superfice. Ho sempre scartato questi luoghi, cercandone sempre più all'interno della foresta uno, che non fosse tanto "praticato", trovandolo finalmente! Nessuna scritta, nessuna incisione, "come nuovo" e quello, è diventato il luogo dove una volta sdraiato su di una panchina ho potuto per anni chiudere gli occhi e "ascoltare il silenzio". In quella situazione, mi sentivo come un telefonino scarico, che viene messo sotto corrente e piano, piano  si ricarica. Per anni quel silenzio è stato deliziosamente rotto dal canto del tordo, del merlo, del fringuello, della capinera, ma pure da altri uccelli, ed era come trovarsi in paradiso se così si può concepire il Paradiso, poi, quando un per istante aprivo gli occhi, potevo imbattermi in visioni come quella di un cerbiatto che pascolava nei dintorni, di merli e tordi che beccavano nel terreno alla ricerca di insetti e poi, di friunguelli che si rincorrevano nei rami vicini. Erano visioni che duravano un lampo per poi sparire e ritornare subito dopo! Sono solito sostare in quella panchina un paio d'ore sia in primavera che in estate per alzarmi, bere un buon Caffè al Bar Bianco e farmene ritorno a casa ricaricato e funzionante, così come il telefonino con la batteria piena di energia. La cosa l'ho sempre ripetuta anche nella stagione fredda, intrattenendomi ovviamente per tempi minori e privato pure del canto degli uccelli. Canto e visioni che via, via negli anni ho sentito e visto sempre di meno, notando un aumento sempre più crescente di altri uccelli come gazze e cornacche grige, conqustatori e usurpatori di un regno e di un territorio da sempre di proprietà dei nostri cari compagni di viaggio in questa vita terrena. 

Chi mi conosce sa dei miei tanti "amori": per la natura, per la storia, per lo sport, ebbene da buon soprtivo al di là del calcio a lungo praticato da calciatore e da allenatore dilettante pur ai massimi livelli, mi piace molto il ciclismo, perchè sa abbinare e dispensare delle azioni sportive esaltanti e, con l'ausilio dell'elicottero delle immagini panoramiche stupende. In questa stagione ho seguito moltissimo le classiche gare del Nord ricche di "muri e pavè" dove si esaltano i più forti. Tutti i percorsi di queste gare si snodano lungo stradine di campagna ricche di siepi, con alberi a foglia caduca che stanno per rifiorire, ebbene l'occhio dell'appassionato in giorni e giorni  non ha notato un solo "cesto" (nido) di qesti Uccellacci e sicuramente in quei luoghi si sentirà ancora il canto dei nostri amati uccelli.      

Mercoledi scorso sono tornato in Cansiglio e alla mia panchina, notando con sorpresa in un angolo del tavolo incisi nel mezzo di un cuore due nomi: "Francy e Gianchy" abbreviativi americanizzati oggi molto di moda, che forse stanno per Francesca a Giancarlo o viceversa ....... Anch'essi, dopo anni hanno scoperto il "mio" rifugio, chissà se per ricaricare  i propri corpi di energie ascoltando il silenzio e il canto degli Uccelli o per coccolarsi un pò lontano da occhi indiscreti, io propendo maggiormente per la seconda ipotesi. Comunque sia, benvenuti a Francy e Gianchy.  

Mi sono sdraiato su quella che rimane pur sempre la "mia" panchina e pur se in stagione molto propizia,  che un paio di Merli lontani, ho ascoltato solo il silenzio........ che comunque rimane sempre un bel ascoltare!!!!! Tra un paio di settimane ci tornerò e pur temendo diversamente...... spero di poter ascoltare anche i miei "AMATI UCCELLI" 

QUESTO E' IL MIO ULTIMO ARTICOLO IN QUANTO CHIAMATO AD ALTRI IMPEGNI. AUGURO AI LETTORI DI SEGUIRE LA VITA FEDERATIVA DELLA FIMOV IN MODO MIGLIORE DI COME IO ABBIA SAPUTO FARE. UN ABBRACCIO A TUTTI!