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INFLUENZA AVIARIA MA COS’E’ STA ROBA!!!!!

24/03/2017

“Grattando il fondo del barile” ho trovato un po’ di tempo e voglia (sono molto impegnato con altre attività) per scrivere alcune note importanti riguardo l’influenza avaria, che sta travagliando il nostro mondo da qualche anno a questa parte e in modo particolare in questo momento.

E’ il 16 gennaio 1999 e scoppia il primo caso di influenza aviaria nel nostro paese. Le autorità nazionali, regionali e i media, ne fanno un caso di portata mondiale si parla di epidemia tipo peste, colera e addirittura di pandemia: un flagello di Dio. Si scrive e racconta di due sorelline cambogiane morte perché contagiate dal virus micdiale ma poi si viene a sapere che le “poverine” vivevano in simbiosi con le anatre di famiglia scaldandosi al tepore dei corpi delle bestiole nelle freddi notti delle loro montagne e questa loro vita ravvicinata specialmente la notte è stata loro fatale!

Ai più tutta questa preoccupazione parve molto esagerata e allora la l’AORfu/FIMOV, inizierà con la collaborazione di uno staff di veterinari (il tutto è raccontato molto dettagliatamente nel libro di Graziano Fabris), uno studio e una ricerca specifica e approfondita. Si collaborò molto efficacemente con il SIAN di Legnaro e quì è doveroso ricordare la disponibilità, l’ospitalità e la capacita dei bravi veterinari della regione Veneto in particolare vanno ricordati i dottori:  VIincenzi (che non è più con noi) ,  Brichese, Cester e le Dr.sse Bonfanti, Favero, con i quali alla fine si raggiunse  un’intesa molto importante: I Fringillidi, i Turdidi, i Ploceidi, i Psittacidi  e gli Sturdidi sono molto difficilmente attaccabili dal virus, così come lo è l’uomo. Molto resistenti sono pure i Colombiformidi!

Esiste tuttavia il virus l’H5N1 con un alto grado di patogenicità, che può intaccare anche la salute dell’uomo e di altri mammiferi fino a portarli alla morte. In Italia dal 1958 ad oggi le vittime di questo virus sono state 19, niente a che vedere tuttavia con l’influenza UMANA, si consideri che solo nella stagione che si sta concludendo (dati di  Repubblica), i decessi umani sono aumentati del 15%  rispetto al 2015/16 attestandosi intorno alle 20.000 persone. Il virus di questa stagione è stato particolarmente virulento trattasi dell’A/H3N2 e come si può dedurre non tutti i virus sono uguali in fatto di patogenictà. Eppoi quando ci sono di mezzo gli uccelli ………………………  Che Dio ci aiuti………

Dopo queste deduzioni e conclusioni l’allora Assessore all’igene pubblica (sanità) del Veneto Iler Braghetto, il sabato che precede la Pasqua emette un’ordinanza che consente lo svolgimento delle Fiere di Campodarsego e Montebelluna (allora era Fimovina), programmate per il lunedì dell’Angelo. Venne pero vietata l’esposizione di Galliformidi, Anatidi e Fasianidi definiti: “Pollame”. Anche la Quaglia venne inserita in questo divieto.

Da allora i focolai di IA torneranno a colpire l’alta Italia con una costante continuità in particolare Veneto e Lomnbardia,  là dove esiste un notevole numero di allevamenti di “Pollame”, ma non si perderà mai nessuna Fiera perché le opportune deroghe di cui sopra entreranno sempre in vigore!!!!

LA SITUAZIONE OGGI:

Nel mese dii gennaio nel Veneto sono scoppiati tre focolai di influenza aviaria a Mira, Piove di Sacco e Porto Viro nell’occasione sono stati abbattuti circa 50.000 tra polli e tacchini ed è entrato in vigore il solito divieto: “Sono vietate su tutto il territorio le esposizioni di “DI VOLATILI”  (ci si riferisce a TUTTI) ecc ecc. In quel periodo, non era in atto nessuna mostra, nè  Fiera. Il 12 febbraio c’era in programma una mostra scambio (un Salone per intenderci), ma quei dirigenti magari, non seppero chiedere la deroga di cui sopra e, l’autorizzazione allo svolgimento non venne concessa. Autorizzazione, che venne però accordata la domenica successiva il 19 febbraio, a chi seppe fare la domanda di autorizzazione così come dovuto (trattasi di una Associazione FOI alla quale io sono iscritto fin dal 1964), che potè organizzare la sua Mostra con tutta tranquillità!

Il 15 marzo il Presidente della Regione Veneto emette una ordinanza dove scrive, che trascorso il dovuto periodo di quarantena viene consentito lo svolgimento di esposizioni di uccelli e si riferisce a uccelli da affezione, non “Pollame”- applica cioè la deroga di cui il lavoro AORfu /FIMOV – Veterinari della SIAN!!!!

E a questo punto il tutto sarebbe risolto, incominciano le Fiere e almeno per gara canora (NO QUAGLIE) ed esposizione di uccelli da gabbia e voliera, c’è l’ok pur se ancora rimane l’interdizione per il cosiddetto “Pollame”

Ma, lo stesso giorno (15 marzo), ironia del caso, scoppia un nuovo caso. Un virus ad alto grado di patogenicità colpisce un allevamento trevigiano adibito all’allevamento di uccelli destinati alla caccia: starne, pernici, fagiani e quaglie.

Il 17 marzo avviene l’abbattimento dei capi e la disinfestazione dei locali e delle strutture.

Dopo 21 giorni, normalmente l’attività di allevamento potrebbe riprendere, ma in questa occasione esiste un caso di grave patogenicità.                

Ad oggi 23 marzo il Presidente della Regione per ovvii motivi non si è ancora pronunciato, non sono stati ancora completati i monitoraggi nella zona interessata, non è stato ancora stabilito il raggio di protezione da osservare e quindi bisogna attendere con pazienza e speranza.

Si sa per certo che i tempi del ripristino saranno lunghi e che molto probabilmente l’AORfu perderà la fiera di Trebaseleghe e quella di Campodarsego e forse pure Tezze, Arzignago e Varago Susegana e Dueville.

INVITO AGLI APPASSIONATI

NOI non abbiamo mai illuso, ne preso in giro nessuno, la realtà dura e cruda è questa, quello che sentite dire in giro, quello che appare in altri siti, desta  la solita confusione e illusione….

Auguriamoci, fin da domani, di essere più chiari e concisi e saremo lieti di perdere qualche ora del nostro tempo prezioso, pur di dare notizie reali. Ai tanti appassionati che in questi giorni preoccupati mi hanno interpellato e che ho rimandato a questo articolo ripeto: pazienza e speranza.