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TANTE DIFFICOLTA’, MA ALLA FINE ANCORA UN SALONE DEGNO DELLE MIGLIORI TRADIZIONI.

11/01/2015

Il 18 dicembre, scoppia un caso di influenza aviaria che colpisce un allevamento di tacchini in provincia di Rovigo e la Giunta Regionale del Veneto, dirama il divieto allo svolgersi di “fiere mostre e mercati” in tutto il territorio Regionale. Ci sono volute diverse mail, lettere e telefonate rivolte alla SAIA, il servizio assistenza di igene alimentare del Veneto, prima di poter ottenere, grazie alla giusta interpretazione del dr. Cester, la deroga all’esposizione dei vari fringillidi in genere.

Ci si è messa di mezzo come da programma annuale, anche un'altra influenza e, questa molto più virale, contagiosa e grave, quella che in poche ore mette a letto la razza umana, con febbri alte, tosse e raucedini.

Le cronache natalizie davano una percentuale intorno al 35% di italiani a letto con tendenze alla crescita per fine anno e primi giorni dell’anno.

Alla fine però, il tutto pur pagandone ovviamente un certo prezzo in fatto di timori e stress, si è svolto secondo tradizione, nonostante le 127 defezioni dovute all’influenza umana, che ha impedito a 12 espositori di portare gli uccelli prenotati in Salone. Il numero di ingabbi posto in preventivo è stato raggiunto con gli 854 soggetti dei quali, oltre duecento iscritti nella solo serata del 31 dicembre.

Da qualche anno infatti, si riserva uno spazio ad un numero limitato  di uccelli in esposizione, lasciandone molto di più alla mostra scambio e al mercatino. E’ poi risaputo e riconosciuto che al Salone partecipano solamente uccelli di particolare interesse, che solamente in questa occasione si possono vedere  e ciò, con tutto il rispetto per le altre consorelle. In Veneto, ma un po’ in tutt’Italia si sta soffrendo oltre alla crisi economica che travolge tutti e tutto, anche quella crisi irreversibile del mancato ricambio generazionale che interessa gli orntofili, tanto che rispetto alla quindicina di mostre che si svolgevano fino a qualche anno fa nel territorio, oggi il numero si è molto ridotto e, per organizzarne una e anche povera, devono unirsi insieme più associazioni in modo da dividere le spese ed ottenere un risultato tecnico almeno sufficiente!!!!

Il Salone dell’ AORfu grazie a Dio non è ancora colpito da queste sofferenze e i suoi quarant’anni di cose buone e ben fatte, sono la garanzia assoluta della sua sempre splendida riuscita. Per partecipare al Salone si parte da lontano: Spoleto i più sud e poi Lucca, San Marino, buona parte dell’Emilia Romagna con una larga partecipazione (8 espositori provenienti dal Club dell’ Esotico) e poi lombardi, atesini, veneti e friulani, hanno anche quest’anno pure grazie all’ausilio del buon tempo onorato al nostra manifestazione. Ma come sempre è sull’aspetto tecnico che si desidera rivolgere l’attenzione, vale a dire sulla bellezza degli uccelli esposti, premiati con innumerevoli 92 – 93 e 94 punti, che testimoniano lo straordinario tasso tecnico dei soggetti presentati.  A spuntarla quale miglior soggetto in gara, ottenendo il Best in Show, è stato uno splendido ibrido di Canarino x Ciuffolotta da 95 punti presentato da un vero campione, quel Giovanni Pellizzari capace anche in altre occasioni di esploit del genere.

L’ AORFu CULT VENETO ringrazia la FOI per aver fornito i propri Giudici, i propri esperti per l’allestimento tecnico del Salone, ed infine, l’Ente Feste Varaghesi per il supporto logistico, le strutture, l’accoglienza  e la mano d’opera concessa per la realizzazione di questo ennesimo grande successo.                   

 

VEDI AMPIO SERVIZIO FOTOGRAFICO DEL SALONE DELL’ AORfu CULT VENETO 2015