Cambia lingua

Il tuo carrello

Il tuo carrello è vuoto

Prodotti: 0
Totale prodotti: € 0,00

Vai al carrello

A VARAGO UNA GRANDE FIERA GRAZIE ALLA PRESENZA DI TANTI ESPOSITORI, MA IL PUBBLICO MANCA E IN FUTURO POTREBBE ESSERE TAGLIATA LA GARA CANORA.

26/03/2014

Non sono più i tempi dei 20.000 biglietti venduti e nemmeno quelli dei 10.000! Ma stentare ad arrivare a 5.000 rende tutto più difficile e non più competitivo. Questo calo di presenze di pubblico, viene ad ogni occasione segnalato da più parti, così come è stato ben identificato il motivo: troppe Fiere, grande saturazione e di conseguenza sempre meno entusiasmo e l’interesse - diviso in troppi rivoli.

Ai tempi dei 20.000 biglietti nel Veneto c’erano 4/5 Fiere, poi negli anni il numero è ovviamente aumentato, ma in quelle 4/5 Fiere più rinomate i 10/12.000 biglietti ancora si vendevano. Il calo netto e vistoso è iniziato circa 5/6 anni fa con la nascita di tutta una serie di “fieruncole”  (che hanno smesso quasi tutte), fatte sorgere tutte tra il Meschio e il Montello in provincia di Treviso, ed è iniziato quel calo senza fine che è arrivato ad oggi. Pur di danneggiare per esempio la Fiera di Varago volendo colpire il Presidente delle Fiere Venete sono state organizzate in contemporanea con Varago, ma pure tra di esse, le fiere di Vidor e Monfumo distanti tra di loro qualche km e da Varago circa una trentina. Orbene, le due povere fiere che si sono ovviamente pure dilaniate tra di loro, sono “durate” 2 anni e poi sono sparite. Varago ha sofferto, ma pur se ferita e dimessa è ancora attiva, ma con seri problemi. A Vittorio Veneto, Fiera del Segretario delle Fiere Venete, unanimemente considerata la Fiera veneta più antica e una delle più rinomate e frequentate, ai vittoriesi evidentemente non bastava più, tanto da crearne un'altra e svolgerla la settimana precedente…… della tradizionale data di ferragosto quando la classica Fiera vittoriese apriva i battenti da secoli. L’amarezza è evidente perché per fare tutto ciò c’è sempre stato il grande supporto politico di chi diversamente doveva non solo essere equo, ma anche tutelare e salvaguardare anzitutto quelle che sono e rimangono le riconosciute Fiere tradizionali depositarie della nostra cultura, quelle ben radicate nel territorio, quelle che offrono le garanzie di continuare a ripetersi?

         Chiediamocelo da persone serie e non da idioti: ma quale credibilità potranno avere per esempio le due fiere citate pur essendo tra le più rinomate dopo che un visitatore neofita avrà visitato una “fieruncola” al primo anno che propone il nulla e magari viene pubblicizzata nel sito internet di quel gruppo come una manifestazione da vedere? Penseranno che sono uguali anche quelle della FIMOV e che non varrà la pena di visitarle. Ecco il danno!!!!!

E allora è la fine delle Fiere Venete? Qualcuno ha lavorato per questo - volendo fare il “fenomeno”!!!! non ci è ancora riuscito, ma ha provocato danni gravissimi.

Noi tutti speriamo anche che qualche Associazione riesca ancora a trovare i mezzi economici per continuare, ma in questa Regione è in atto un grande impoverimento di tutte e, con esso, un avvio che auspichiamo più lento possibile verso la fine.

Ma perché le troppe fiere? Bisognerebbe chiederlo a chi una manciata di anni fa si è messo in testa la brillante idea: “delle fiere libere”.  Allora si parlava di “liberare le Fiere” (da cosa e da chi?), si sbandierava ad ogni soffio di vento l’inizio di una esaltante fase nuova - contro il vecchio insulso e tiranno, orbene in 3/4 anni si sono visti i risultati: tutti più poveri e molte fiere scomparse. Costoro dovrebbero fare un esame di coscienza e capire che dividendo hanno prodotto un indebolimento delle Fiere e conseguentemente della passione “ più bella del mondo” tale da far morire questo mondo incantevole - altro che salvare! Di quelle fiere programmate dalla “parrocchietta” rimane un cumolo di macerie, di quelle esistenti un impoverimento sempre più evidente, considerato poi, l’arrivo della grave crisi economica e dei mancati contributi regionali, provinciali e comunali! Proprio di fronte ad una situazione così delicata “l’unione avrebbe fatto la forza” e invece i “fenomeni” hanno pensato di dividere……sperando di imperare ... ma in questo caso tutto è accaduto, fuorché imperare!!!!!!

A Varago, si sta dunque soffrendo quei mancati incassi che impediranno con ogni probabilità di continuare a proporre in futuro fin dal prossimo 14 settembre la gara canora e, se una scelta così clamorosa e dolorosa, toccherà farla ad una Associazione come Varago, si può star certi, che saranno in tanti ad accodarsi. Una “Fiera dei Osei”, non può considerarsi tale se privata della tradizionale gara canora e questo addolora profondamente: chi pur di tenere viva questa tradizione e questa passione ha ideato: il CIUC, la Coppa Italia e i vari Trofei Regionali a punti, chi si è battuto con tutte le proprie energie per evitare le misure delle gabbie ad apertura alare – chi ha prodotto le L.R. n° 15 e 7 – e le tante risoluzioni nei confronti dell’influenza aviaria - chi da sempre dedica tutto se stesso per il bene delle tanto amate Fiere. Ma i conti purtroppo nelle varie Associazioni si fanno anche con la penna e non solo con il cuore e allora, i rami meno produttivi se si vuole in qualche modo sopravvivere vanno tagliati. A Varago purtroppo ci si avvia dopo 44 anni verso questa soluzione con grande dispiacere nei confronti di quei tanti appassionati che ad onor del vero hanno partecipato anche in questa ultima occasione con la passione di sempre. Le  foto che appariranno in questo servizio a tale proposito lo dimostreranno, ma è purtroppo con il “vil denaro” che bisogna fare i conti e adesso questi non tornano più, per questo bisognerà andare verso una soluzione pur dolorosa, ma che ci possa permettere di continuare almeno con gli uccelli da gabbia e voliera!

        

VEDI IL SERVIZIO FOTOGRAFICO.