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PERCHE’ IN UNA STAGIONE COVE, DEI PULLUS POSSONO USCIRE DAL NIDO PRIVI DI ANELLINO

13/05/2012

In poco più di una settimana tante sono state le telefonate di solidarietà espresse al Presidente dell’ AORfu CULT VENETO/FIMOV da sorprendere positivamente i vertici dell’Associazione, perché pur conoscendo il numero sempre crescente di contatti al nostro sito, un numero  così alto non si sarebbe potuto mai immaginare.

Buon segno, significa che gli appassionati ci seguono e soprattutto partecipano a eventi per niente nobili come quello accaduto a San Quirino

Solidarietà per il volantino distribuito a San Quirino dunque, ma ancora di più richiesta di spiegazioni, in primis: perché un pullus può uscire dal nido senza anello, come si fa a stabilire che un uccello senza anellino è di allevamento e non presiccio, perché gli uccelli Mutati non sono perseguibili di sanzioni.

Rispondiamo molto volentieri nella certezza di interpretare il desiderio anche di tanti altri lettori.

Fino a qualche anno fa gli anellini inamovibili con i quali anellare i pullus venivano forniti di alluminio (o acciaio per i pappagalli) colore naturale. Può succedere che, avvenuto l’inanellamento e riposti i piccoli nel nido qualche femmina si impressioni dal lucicchio di questo “corpo estraneo” e cerchi di toglierlo sfilandolo dalla zampetta con l’aiuto del becco. Succede che soprattutto al Cria (l’ultimo nato e quindi il più piccolino della covata) talvolta ci riesca. In tante occasioni si possono trovare i pullus sul fondo della gabbia o della voliera proprio perché trascinati fuori dal nido dai genitori nel tentativo di togliere loro l’anellino. L’episodio si ripeterà fin tanto che i piccoli con il passar dei giorni (diventando più pesanti) opporranno sempre maggior resistenza rimanendo nel nido.

L’Ornitofilo che diversamente con i Canarini può tranquillamente intervenire per verificare nel nido ciò che vuole,  con Indigeni, Esotici e Ibridi, per ovvii motivi bada diversamente di  non disturbare oltre e pertanto, se un piccolo rimane senza anello, se ne accorge tardi.

Una buona regola era quella di avvolgere l’anellino in una sottilissima strisciolina alta quanto lo stesso, di nastro adesivo da elettricisti (il tipo vecchio di tela), questo espediente toglieva la lucentezza dell’alluminio rendendo tranquille le femmine. Valido, ma meno sicuro, era lo sporcare lo stesso anellino con le deiezioni. 

Un Uccello come già detto senza anello, non può essere esposto in nessuna Mostra e dal punto di vista economico viene molto deprezzato. L’anellino ornitologicamente parlando non è tanto importante perché dimostra che l’ Uccello proviene da allevamento, quanto perché determina l’anno di nascita - l’RNA dell’allevatore e il numero progressivo con il quale risalire al suo patrimonio genetico. In pratica l’anellino è la Carta di Identità del soggetto!.

Un soggetto giovane (vedi anellino) offre quelle garanzie che un adulto (di che età poi?) non può garantire per cui gli uccelli privi di anellino non hanno neppure mercato e da sempre l’ornitofilo gli tiene nel proprio allevamento.

Un Pullus può rimanere senza anellino anche perché anellato troppo precocemente e quindi muovendo la zampetta contro il fondo del nido e contro i fratellini questo, fuoriesce. E può succedere anche di trovare un pullus più grande dei fratellini al quale l’anellino non entra più. In questo caso l’ornitofilo piuttosto che danneggiare la zampetta del piccolo preferisce lasciarlo senza anellino.       

Da qualche anno la FIMOV,  che con la FOI sono le Federazioni alle quali è riconosciuta la distribuzione degli anellini  può fornire su richiesta degli Ornitofili anche anellini colorati. Questi non luccicano e non richiamano così l’attenzione della femmina eliminando di fatto uno dei principali motivi di avere dei piccoli senza anellino.

Distinguere un indigeno presiccio da un altro allevato è facilissimo (ecco perché non si capisce per quell’ammenda subita dal Presidente Graziano Fabris). Un presiccio (patrimonio indisponibile dello Stato) presenta uno stato di agitazione, che infastidisce sbattendo in continuazione, mentre tarsi e zampette sono molto ossidati diversamente per gli uccelli allevati che sono di un color chiaro (carne).

Gli Uccelli Mutati stante alla L.R. n. 15 non rientrano in quelle che sono norme previste nella stessa per quanto riguarda gli uccelli Indigeni Ancestrali. Non sono quindi soggetti sottoposti a controlli, sono di per sé piuttosto costosi e non esiste, anche per questo motivo, alcun timore di “maltrattamento”.